San Michele Arcangelo a Vallecorsa
A Vallecorsa, San Michele Arcangelo è venerato con titoli affettuosi e solenni: “Medico di
Vallecorsa” e “Vallecorsa, Terra di San Michele”. Queste espressioni riflettono il profondo legame
spirituale che unisce da secoli la comunità al suo Protettore.
Il culto di San Michele a Vallecorsa risale al V-VI secolo, come riportato dal Conte Colino nelle sue
Storie di Fondi. Secondo la tradizione, furono i Longobardi a introdurre la devozione all’Arcangelo
guerriero, imponendo l’usanza di affiggere un’immagine del Santo su ogni porta del borgo. Un
bassorilievo longobardo, ancora oggi visibile sulla Porta di Sant’Angelo, ne testimonia l’antichità.
Il 31 luglio 1796 si verificò uno degli eventi più straordinari della storia religiosa del paese: la
statua di San Michele, esposta nella chiesa parrocchiale, aprì e mosse gli occhi, mentre la fronte
appariva imperlata di sudore. Il prodigio si protrasse fino al 3 agosto, attirando folle da tutta la
regione. Le testimonianze notarili dei presenti sono conservate e una lapide commemorativa nella
chiesa ne tramanda la memoria.
Una tradizione unica nel suo genere si perpetua dal 1542, quando in occasione di un’apparizione
dell’Arcangelo, dalla famiglia Colonna furono concessi speciali privilegi, ai “Signori di Festa”, due
cittadini scelti tra persone di pari grado sociale, designati dai magistrati della comunità. A loro
viene consegnato un quadro raffigurante San Michele, segno di fiducia e responsabilità, da
custodire in casa durante l’anno. Il trasporto del quadro avviene in corteo, accompagnato da canti
popolari, spari di fucili e il suono festoso delle campane.
L’invito alla partecipazione viene rivolto porta a porta con la frase:
“San Michele ti invita alla festa!”
Ogni famiglia offre generi alimentari – uova, farina, vino, olio – che vengono utilizzati per
preparare dolci e pietanze condivise durante i festeggiamenti. Un aspetto ancor più significativo è
che, per la durata della festa, i “Signori di Festa” ricevono simbolicamente i poteri delle autorità
civili.
L’attuale chiesa parrocchiale, edificata su un preesistente luogo di culto, fu ristrutturata nel 1624 per
volere del Cardinale Colonna. Dell’antica struttura gotica resta visibile l’abside. La facciata,
danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente restaurata, presenta quattro
colonne doriche, una nicchia con la statua dell’Arcangelo e la scritta:
“Archangelorum Principi devotus populus”
Il campanile ospita “la Michelina”, la campana più grande del paese.
All’interno, la chiesa è a navata unica con volta a botte, mentre il presbiterio è sormontato da una
cupola affrescata con i quattro Evangelisti. Di notevole pregio è il polittico di Jacopo Zucchi
(1572), raffigurante al centro San Michele nell’atto di sconfiggere il demonio, affiancato da figure
sacre.
Il simbolo più caro ai vallecorsani è la statua lignea di San Michele, scolpita in legno di leccio a fine
XVII secolo e presentata al culto il 29 settembre 1709. Giunta da Napoli, opera di Francesco
Picano, è impreziosita da doni votivi offerti dai fedeli: elmo in argento dorato, sandali in argento,
due spade (una in oro e una in argento) e una bilancia anch’essa in oro.
Oltre alla profonda devozione popolare, è proprio questa la statua che, secondo la tradizione, si
animò durante il miracolo del 1796, consolidando ancor di più il legame spirituale tra il Santo e la
comunità.
Dal 1997, il culto è curato anche formalmente dall’Associazione Culturale “Comitato
Festeggiamenti Patronali San Michele Arcangelo”, che, in collaborazione con la parrocchia,
organizza ogni anno le celebrazioni religiose e civili.
I momenti principali del calendario micaelico si celebrano l’8 maggio, il 31 luglio, il 31 agosto e,
soprattutto, nel mese di settembre, culminando con la grande festa patronale tra il 19 e il 29
settembre.
Tra gli eventi più sentiti vi è la “Fiera e Festa di San Michele Arcangelo”, che si tiene ogni anno a
maggio. La festa prevede riti simbolici come la benedizione e rottura del primo uovo degli
“Scazzuotti” e l’esposizione di oggetti etnografici, legati alla cultura contadina e artigiana locale.
In conclusione, il culto di San Michele Arcangelo a Vallecorsa rappresenta un patrimonio religiso,
artistico e culturale di straordinaria ricchezza. Radicato in epoca longobarda, ha attraversato i secoli
arricchendosi di tradizioni, testimonianze miracolose e gesti di profonda devozione. Ancora oggi,
San Michele è il cuore spirituale del borgo, e la sua presenza è avvertita come una protezione viva e
concreta, custodita con orgoglio e fede dalla comunità vallecorsana.
Pagina aggiornata il 09/11/2025